
I risultati della gestione aziendale non possono essere unicamente misurati in termini di costi sostenuti, ricavi ottenuti, reddito conseguito e utili investiti nell’impresa e/o distribuiti ai soci. Le sole rilevazioni derivanti dal sistema di contabilità generale non permettono di acquisire complete informazioni sulla gestione. Bisogna, pertanto, ricorrere anche a rilevazioni extracontabili incardinandole in un sistema contabile analitico che consenta la elaborazione di indicatori economici, finanziari e di produttività atti a fornire alla Direzione Aziendale informazioni sul grado di solvibilità, sulla dipendenza finanziaria, sulla capacità di autofinanziamento e sulle performance dei vari fattori della produzione. È di conseguenza fondamentale implementare sistemi di rilevazione extra-contabile che siano in grado di procurare al management dati per la misurazione dei risultati conseguiti dalle attività delle unità operative in termini di quantità, qualità, di beni prodotti e servizi erogati. Numerosi, anzi eccessivi, sono i modelli che generano tipologie e classificazioni di indicatori, ciò a dimostrazione del fatto che è molto difficile reperire un criterio di classificazione prestabilito soddisfacendo integralmente qualsiasi fabbisogno informativo. L’utilizzo di un solo modello sarebbe insufficiente a risolvere la creazione di un sistema di misurazione completo.
Nell’attuazione del controllo di gestione vengono utilizzati:
- gli indicatori monetari;
- gli indicatori economici;
- gli indicatori patrimoniali;
- gli indicatori della produttività (performance) dei vari fattori della produzione
L’indagine che si rende necessaria per misurare con appropriati indicatori la performance di un’azienda, di una unità operativa, di una persona, per verificarne il contributo reso in termini di efficienza ed efficacia alla realizzazione del servizio o del prodotto, si basa sulla indispensabile rilevazione di veritiere informazioni ed appropriati dati.
Nella fase di definizione delle misure collegate agli indicatori assume valore il concetto di efficienza ed efficacia. L’efficienza può essere definita come la costante capacità di rendimento e di adeguatezza di un fattore alle proprie funzioni e ai propri fini, mentre l’efficacia è la capacità di produrre l’effetto e i risultati voluti.
Occorre tener presente:
– che l’efficienza è condizionata dal costo di acquisto dei fattori della produzione che, a pari qualità, devono essere acquisiti al più basso esborso possibile;
– che l’efficienza dipende dal modo in cui i fattori sono impiegati (input) nel processo di produzione, in quanto, se utilizzati impropriamente, causano dispersioni di risorse e/o sprechi.
– che l’efficienza è influenzata dalle caratteristiche dell’output, cioè dei prodotti e servizi realizzati dalle unità operative, intesi nella loro quantità e qualità, tenuto conto che, generalmente, a maggiore qualità richiesta dai committenti corrisponde maggiore impiego di risorse da parte dell’impresa e, quindi, maggior costo sostenuto.
Per quanto riguarda la misurazione dell’efficacia essa si effettua mediante il confronto tra i valori-obiettivo programmati ed i valori-obiettivo effettivi, cioè quelli rilevati in sede di consuntivo.
Pertanto, nel controllo di gestione dell’azienda, l’efficienza e l’efficacia non devono essere considerati concetti astratti, bensì rappresentare qualità misurabili attraverso gli indicatori che, a loro volta, sono indispensabili strumenti destinati al fabbisogno informativo necessario ai decisori e, quindi, alla Direzione d’Azienda per il buon governo dell’impresa, qualsiasi impresa.